Mercato — Italia

Primo semestre 2026:
cosa si è mosso in sei mesi

Abitare è aggiornato ai nuovi valori OMI. In Italia una zona su cinque è salita, una su undici è scesa, quasi sette su dieci sono rimaste dov'erano. La Lombardia si è mossa più della media, e con pochi ribassi.


Dati OMI — 2° sem. 2025 → 1° sem. 2026

Il 15 ottobre l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato le quotazioni dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) per il primo semestre 2026. Abitare, lo strumento gratuito di MiRED, è già aggiornato: ogni scheda di zona mostra i nuovi valori e l'andamento dal 2023 a oggi.

Prima dei numeri, cosa sono. Le quotazioni OMI sono intervalli di valore per zona, ricavati dalle compravendite registrate: non sono prezzi di annunci, e non sono il prezzo di un singolo appartamento. Abbiamo confrontato il valore centrale (la media tra minimo e massimo) delle abitazioni civili in stato normale, zona per zona, tra il secondo semestre 2025 e il primo semestre 2026.

Una precisazione utile: sei mesi sono un intervallo breve, e molte zone non si muovono in modo continuo ma a scatti. Restano ferme per due o tre semestri, poi salgono in una volta. Il centro di Monza, per esempio, è rimasto a 3.250 €/m² per tre semestri di fila, a 3.300 per altri due, e ora è passato a 3.500. Quando una quotazione è ferma, è la quotazione OMI a essere ferma: non vuol dire che in quella zona non si compri e non si venda.

Italia: sette zone su dieci con la quotazione invariata

Le zone confrontabili tra i due semestri sono 21.064. In sei mesi 4.552 sono salite (il 21,6%, più di una su cinque), 1.897 sono scese (il 9%, circa una su undici) e 14.615 hanno la stessa quotazione di sei mesi fa: quasi sette su dieci. La variazione media delle zone è di +0,4%. Tra le zone salite, l'aumento tipico è del 3,2%.

Lo stesso quadro si vede nei capoluoghi. Su 110 capoluoghi di provincia, in 66 la zona tipica (cioè la variazione mediana delle zone) è ferma, in 41 è salita e solo in 3 è scesa: Vercelli, Pistoia e Urbino. Tra le grandi città, a Napoli, Genova, Venezia, Palermo e Bari la zona tipica non si è mossa; a Roma è salita dell'1,5%, a Torino del 2,6%, a Bologna del 2,8%.

Le regioni: chi sale e chi scende

RegioneZoneIn rialzoIn caloVariazione media
Trentino-Alto Adige8121895+2,2%
Puglia74132465+1,3%
Lombardia3.00687194+1,1%
Veneto1.79930049+1,0%
Emilia-Romagna1.30048299+1,0%
Basilicata3862441−0,2%
Piemonte2.442418463−0,8%
Sardegna685106102−2,4%
Italia21.0644.5521.897+0,4%

Le prime cinque e le ultime tre regioni su venti per variazione media delle zone, 2° sem. 2025 → 1° sem. 2026.

In testa c'è il Trentino-Alto Adige (+2,2%): quasi una zona su quattro in rialzo e appena 5 in calo su 812. La Puglia è la regione con la quota più alta di zone salite, il 43,7%. La Lombardia è terza per variazione media (+1,1%) e si distingue per i pochi ribassi: 94 zone su 3.006, il 3,1%.

In coda ci sono la Sardegna (−2,4%) e il Piemonte (−0,8%), dove le zone scese (463) sono più di quelle salite (418). Succede anche in Sicilia (276 zone in calo contro 242 in rialzo), in Basilicata e in Molise. I dati dicono dove le quotazioni si sono mosse, non perché.

Lombardia, provincia per provincia

Dentro la Lombardia le differenze tra province sono ampie. Le più mosse sono Monza e Brianza, Brescia, Pavia e Milano, con una variazione media tra il 2,0 e il 2,4%. Il caso più netto è Pavia: 205 zone su 222 hanno la quotazione in rialzo.

ProvinciaZoneIn rialzoIn caloVariazione media
Monza e Brianza95546+2,4%
Brescia4182171+2,0%
Pavia2222052+2,0%
Milano26114814+2,0%
Mantova209680+1,9%
Varese354335+1,3%
Lodi1407955+0,8%
Lecco181120+0,3%
Sondrio230134+0,3%
Bergamo393260+0,2%
Cremona26394+0,1%
Como24073+0,1%

Zone OMI per provincia (capoluogo compreso) e variazione media delle zone, 2° sem. 2025 → 1° sem. 2026.

All'altro capo ci sono Como (7 zone in rialzo su 240), Cremona (9 su 263) e Bergamo (26 su 393): quotazioni quasi tutte ferme. In provincia di Bergamo, tra le zone con uno storico completo, quattro su cinque (201 su 248) hanno la stessa quotazione dal primo semestre 2023. Lodi è la provincia più divisa: 79 zone in rialzo e 55 in calo.

Tra i capoluoghi lombardi salgono di più Lecco, con tutte e 12 le zone in rialzo e la zona tipica a +5,4%, e Lodi (+4,9%). Seguono Pavia (+2,7%, tutte e 7 le zone in rialzo), Monza (+2,6%) e Milano (+2,4%). A Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Sondrio e Varese la zona tipica è ferma: a Brescia 20 zone su 23 non si sono mosse, a Como 12 su 14.

I capoluoghi più dinamici

Allargando lo sguardo all'Italia, i capoluoghi con la zona tipica più mossa sono Trieste (+6,3%, tutte le 11 zone in rialzo), Lecco, Firenze (+5,2%, 28 zone su 33) e Verona (+5,1%). Trieste è anche il capoluogo cresciuto di più su tre anni: +31,6% dal 2023.

CapoluogoZoneIn rialzo / in caloZona tipica, sei mesiZona tipica, dal 2023
Trieste1111 / 0+6,3%+31,6%
Lecco1212 / 0+5,4%+14,1%*
Firenze3328 / 0+5,2%+13,5%
Verona159 / 2+5,1%+21,7%
Lodi65 / 1+4,9%+26,2%*
Novara1616 / 0+4,1%+19,3%
Bologna3025 / 3+2,8%+14,1%
Monza96 / 0+2,6%+13,3%
Torino4734 / 5+2,6%+5,6%
Milano4226 / 5+2,4%+20,1%
Roma211125 / 42+1,5%+7,4%
Napoli6123 / 50,0%+4,6%
Genova6610 / 00,0%0,0%

I primi sei capoluoghi per zona tipica in sei mesi, poi Bologna, Monza e alcune grandi città. Zona tipica = variazione mediana delle zone del comune. «Dal 2023»: 1° sem. 2023 → 1° sem. 2026, solo zone con storico completo (*a Lecco 5 zone su 12, a Lodi 3 su 6).

Milano: 26 zone su 42 in salita

A Milano in sei mesi sono salite 26 zone su 42, 5 sono scese e 11 sono rimaste ferme. La zona tipica è cresciuta del 2,4%; dal 2023, sulle 38 zone con storico completo, del 20,1%.

In percentuale, la zona salita di più è Libia, XXII Marzo, Indipendenza: da 5.500 a 5.900 €/m², +7,3%. Dietro ci sono Tabacchi, Sarfatti, Crema (+6,9%), Ortles, Spadolini, Bazzi (+6,7%, ora a 4.000), Barona, Famagosta, Faenza (+6,0%), Sarca, Bicocca e Porta Nuova, entrambe a +5,3%: Porta Nuova arriva a 6.000 €/m².

In euro, il salto più grande è a pari merito: +400 al metro per Libia-XXII Marzo e per Brera, che sale a 11.150 €/m² e resta la zona più cara della città. Le cinque zone in calo scendono tutte di poco: Maggiolina, Parco Trotter (−2,4%), Parco Sempione, Arco della Pace (−2,1%), Cascina Merlata, Expo (−2,1%, quotazione in stato ottimo), Porta Ticinese, Porta Genova (−1,6%) e Venezia, Porta Vittoria (−1,3%).

Alcune zone che dal 2023 sono salite molto, invece, in questo semestre sono ferme: Bovisa e Lambrate hanno la stessa quotazione da tre semestri, Affori e Comasina restano a 3.000 €/m². Anche questo è un andamento a scatti.

Con 11.150 €/m², Brera è la quinta zona più cara d'Italia, dietro a due zone di Portofino e due di Cortina d'Ampezzo. In sei mesi l'ha superata la zona centrale B1 di Cortina, passata da 10.500 a 11.500 €/m²: mille euro al metro in un semestre, quello dei Giochi olimpici invernali. Anche qui il dato dice dove, non perché.

Monza: questa volta si è mosso il centro

Sei mesi fa, a Monza, sei zone su nove erano ferme e a muoversi erano state soprattutto le cascine della periferia, D2 e D3. Il primo semestre 2026 ha rovesciato il quadro: sei zone su nove sono salite, nessuna è scesa, e proprio D2 e D3 sono rimaste ferme.

Il centro (B11: D'Azeglio, Filzi, Vittorio Emanuele, Manzoni) passa da 3.300 a 3.500 €/m²: +200 euro al metro, +6,1%. Salgono anche Parco-Ospedale (+125, +5,2%), Macallè-Cappuccini (+100, +4,2%) e Battisti-Boccaccio (+100, fino a 2.950). La B3, che in due anni e mezzo si era mossa di appena 100 euro al metro, ne ha guadagnati altrettanti in sei mesi.

La zona tipica di Monza cresce del 2,6%, poco sopra Milano. E il centro di Monza resta, di poco, sotto la zona milanese di viale Monza, Gorla e Crescenzago: 3.500 contro 3.575 €/m².

Cosa trovate su Abitare

Su Abitare trovate, per ogni zona OMI d'Italia, i valori di compravendita e di affitto aggiornati al primo semestre 2026 (dal loro rapporto si ricava il rendimento lordo: canone annuo diviso prezzo, prima di tasse, spese e periodi sfitti), l'andamento semestre per semestre dal 2023, i rischi del territorio e la vivibilità a 15 minuti per qualsiasi indirizzo. È gratuito, senza registrazione.

Le quotazioni OMI descrivono la fascia ordinaria di una zona, non il prezzo di un singolo immobile: piano, esposizione, impianti, classe energetica e condominio possono spostare di parecchio il valore. Usatele per capire se un annuncio è in linea con il mercato, non come una perizia.

Le analisi zona per zona

Con i nuovi dati abbiamo aggiornato le analisi già pubblicate e ne abbiamo scritte di nuove:

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Fonte dei valori: «Agenzia delle Entrate – Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI)», quotazioni per zona, 2° semestre 2025 e 1° semestre 2026 (andamento: semestri dal 1° 2023 al 1° 2026). Confronto sulle zone presenti in entrambi i semestri; valore centrale = media tra minimo e massimo. Valori indicativi della fascia ordinaria (abitazioni civili, stato normale), non prezzi di singoli immobili. Elaborazione MiRED. Scheda OMI ufficiale ↗